
Alcuni dei professionisti di idfi hanno tenuto una serie di lezioni sulla professione del designer grafico all'Accademia di Belle Arti di Firenze, nell'ambito del corso di grafica del professor Leonardo Baglioni. L'ultimo incontro tenutosi martedì 26 maggio 2009 si è rivelata un'interessante tavola rotonda sulla professione: incalzati dalle domande degli studenti sono emersi i problemi che l'associazione ha affrontato nelle passate riunioni.
Una bella occasione per incontrarsi di nuovo e per programmare nuovi incontri - il primo sicuro sarà a settembre 2009 in occasione dell'inaugurazione del nuovo Studio Kmzero in via Ghibellina 100. Durante l'incontro, Cosimo Lorenzo Pancini di Kmzero ha creato i ritratti di alcuni dei presenti, che vengono qui riproposti dopo un ripasso a photoshop. Il font utilizzato è "happyfrushzero" - creato durante lo workshop di tipografia tridimensionale ad Arsenale 2008 organizzato da Frush e HappyLovers.



mercoledì 27 maggio 2009
I professionisti di Idfi all'Accademia delle Belle Arti
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studiokmzero
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mercoledì 28 gennaio 2009
Kidstudio celebra i 150 anni de La Nazione

Un prezioso volume per celebrare un secolo e mezzo di storia
Quattrocento pagine divise in tre parti per un totale di dodici capitoli che ripercorrono cosa è successo a Firenze, in Toscana e nel mondo dal 19 luglio 1859, quando uscì il primo numero de La Nazione, voluta da Bettino Ricasoli all’indomani dell’armistizio di Villafranca per sostenere il processo politico che avrebbe portato all’Unità d’Italia.
Ogni capitolo di La Nazione 150 anni contiene una descrizione dei cambiamenti intervenuti nel giornale sotto il profilo tecnico, amministrativo, grafico, stilistico. Il corpo dell’opera, infine, consiste in oltre 200 articoli, titoli e foto tratti dal giornale e riprodotti nella veste originale, che spaziano dalle origini all’elezione del presidente Barack Obama.
L'impostazione generale, le ricerche, i saggi e la maggior parte dei testi sono curati da Maurizio Naldini, firma storica del giornale, inviato speciale, autore di numerose pubblicazioni di interesse storico e attualmente collaboratore de "La Nazione".
Il volume è stato realizzato dallo studio di design Kidstudio Communications di Firenze. Il concept grafico e l'impaginazione sono a cura di Marco Innocenti, mentre le 15 tavole illustrate ad apertura di ogni capitolo, che ripercorrono la storia del giornale per immagini, sono state realizzate da Luca Parenti. Il progetto trae spunto dalle gabbie compositive delle pagine che lo storico quotidiano ha adottato nel corso di un secolo e mezzo di vita. Da questo modello grafico, in continua evoluzione, sono stati tratti i caratteri e le righe separatrici di colonna, oltre ai colori e allo stile di composizione dei titoli. Attraverso le tavole e' infine possibile ripercorrere, oltre alla storia d'Italia e del mondo, l'evoluzione stilistica della testata del quotidiano, oggi rigida, in altri tempi graziata o corredata dello stemma sabaudo nel relativo periodo storico.
Il libro è pubblicato in 2 edizioni: una con 20.000 copie di tiratura per le edicole, l’altra in 100 copie numerate racchiuse in un elegante cofanetto.
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Walter Sardonini
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mercoledì 22 ottobre 2008
Bagatti Obama

Esce in Italia (Cairo Editore) il best seller americano “Obama. Storia dell’uomo che fa sognare l’America”, scritto da David Mendell, giornalista del Chicago Tribune, e tradotto dal nostro Fabrizio Bagatti, al quale vanno i complimenti e un omaggio visivo...
Walter
Il "soffietto" dal sito dell'editore.
La fulminante ascesa del democratico Barack Obama al ruolo di primo candidato di colore alla presidenza è certo l’evento politico più eclatante nella storia odierna degli Stati Uniti d’America. È lui, oggi, l’uomo che incarna le migliori speranze di milioni di persone, non solo elettori: neri e bianchi, giovani e vecchi, poveri e ricchi, progressisti e conservatori, in uno slancio unanime che non si conosceva più dai tempi di Martin Luther King, di John F. Kennedy. La sua particolarissima vicenda personale è il grande sogno americano che si fa realtà, il concretizzarsi dell’aspirazione a un profondo rinnovamento morale, politico e sociale. David Mendell, firma storica del Chicago Tribune, ha seguito, passo dopo passo, ogni momento della sua carriera, guadagnandosi la fiducia e il rispetto del giovane senatore, beneficiando quindi di un osservatorio privilegiato rispetto a qualsiasi altro commentatore. Dall’infanzia tra le Hawaii e l’Indonesia agli esordi come organizzatore politico a Chicago, dalla nomina a senatore fino a quella di candidato democratico alla presidenza USA, passando per il trionfale viaggio ufficiale in Africa nel 2006: capitolo dopo capitolo, le tappe della vita privata e pubblica di Barack Obama vanno a comporre quella che è una biografia imparziale, accurata e ricca di informazioni, la più autorevole finora scritta.
Nella tradizione del migliore giornalismo americano, Mendell rinuncia al «politichese» e lascia parlare le fonti – i collaboratori più fidati, ma anche gli avversari politici, gli amici, i familiari, con la carismatica Michelle in primo piano, e lo stesso candidato attraverso le sue interviste esclusive – analizzando con grande chiarezza e in ogni suo aspetto il «fenomeno Obama». Un ritratto a tutto tondo dell’uomo e del politico, che permette anche al pubblico italiano di leggere i mutamenti della storia statunitense e l’autentica realtà di uno dei suoi più sorprendenti protagonisti.
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Walter Sardonini
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venerdì 3 ottobre 2008
La guerra di IDFI ad Arsenale: armi di comunicazione di massa

In araldica l'arme è l'insieme degli smalti e dei simboli, rappresentati in scudi e stemmi di cui anticamente si soleva insignirsi per comunicare il proprio status, la propria origine.
È secondo questa interpretazione che un gruppo di professionisti fiorentini impegnati nel campo della comunicazione ha preparato una piccola rassegna di immagini giocando sull'associazione ARMI (segni del proprio stile) - ARSENALE (luogo di raccolta degli strumenti, in questo caso, della comunicazione).
Con ironia o toni poetici in certe soluzioni, con impegno e analisi linguistica in altri, sono stati realizzati una serie di manifesti che, traendo ispirazione da vocaboli ed espressioni belliche presi a pretesto, rappresentano "l'arsenale" di ogni artista, la sua interpretazione della qualità professionale, la propria marca stilistica.
Non si tratta dunque di una classica mostra di immagini contro l'abominio della guerra (o non solo), ma di una sequenza di una trentina di opere da leggere più in generale come interpretazioni a soggetto (in tutti i lavori si citano spade, cannoni, battaglie, simbologie militari) delle tematiche emergenti del design e della comunicazione visiva: l'innovazione, la rottura degli schemi e dei preconcetti che circondano il mestiere, la denuncia delle violenze certamente, ma anche l'occasione per alludere al mondo dell'infanzia o della letteratura.
La mostra, allestita da Walter Sardonini, Fabio Chiantini, Emo Risaliti e Angela Manetti, che sono anche alcuni fra gli autori dei manifesti, sarà presente presso Arsenale Festival: armi di creazione di massa, nel contesto della grande kermesse del Festival della Creatività di Firenze, Fortezza da Basso - 23/26 ottobre.
E l'associazione I Design Firenze, rappresentata da Fabrizio Bagatti, prenderà parte al convegno "Grafica 2.0_Le reti italiane della comunicazione grafica" a cura di Studio Kmzero che si svolgerà venerdì 24 ottobre alle ore 17.00, sempre presso il padiglione Arsenale della Fortezza da Basso di Firenze.
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Debora StudioKmzero
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mercoledì 24 settembre 2008
Dicono di noi...
Ho trovato questo commento di Peppo in calce al post del Giglio di Firenze. Trovando le osservazioni non riferite a quel post specifico, ma più in generale al nostro blog e particolarmente attuali ne ho fatto un nuovo post...
Peppo ha detto...
Capito di passaggio e mi inserisco, con permesso, nella discussione.
So di intervenire un certo ritardo, ma solo da pochi giorni ho scoperto questo bel blog.
Mi considero e mi presento come un principiante, in questo contesto e in quasi tutto quello che faccio, conosco pochi nomi, altrettanti cognomi e ovviamente non ho uno straccio di cursus honorum da sguainare all’occorrenza ( mi scuso per il latinismo inconsulto, serviva a darmi un minimo di credibilità agli occhi dei miei eventuali lettori ).
Uso queste due righe per una prima impressione, un commento di passaggio, di quelli che si fanno stravaccati sul divano davanti alla tv o in auto ascoltando la radio.
Trovo questo blog denso di tante notizie da leggere, siti da provare, cose da vedere, mostre, rassegne, libri, amenità e quant’altro.
Insomma, come si dice tra accademici, un blog veramente ganzo.
Noto però che spesso sono le stesse persone che parlano, le stesse che rispondono, certe volte la stessa che parla e poi si commenta da sola. Vista da fuori la cosa risulta quantomeno curiosa.
Sono così pochi i creativi fiorentini? Oppure è poca la gente che legge il blog?
L’impressione è che spesso chi parla lo faccia per compiacersi nel sentire e far sentire la propria voce. Interventi tipo questo, o quello sui poster a Firenze del signor Sardonnini, o quello sul Maggio musicale, sempre del signor Sardonnini se non sbaglio e altri simili mi sembrano tutto tranne che inviti a parlare e confrontarsi su un argomento. Lo spunto è sempre stimolante, ma, passato il titolo, ciò che si legge proseguendo è, a volte, una lezione su “quello che si può fare e quello che si deve fare”; altre volte una lezione su “quello che ho fatto io, quando l’ho fatto io, perché l’ho fatto io”. Il tutto sapientemente arricchito da citazioni erudite dal libro del profeta Isaìa e avverbi a nove sillabe, per finire con frasi da editoriale (tipo quelli del giornalino dell’okkupazione al liceo) come “…rampolli inetti di certa casta borghese…”.Come?? Inetti? Casta borghese?? Io pensavo fossimo tutti a gustarci comodamente questo blog con la panza sotto, o sopra, la scrivania davanti al nostro bel monitor LCD.
Seriamente, ma di che si parla qui? E a chi soprattutto? Si va davvero ancora a finire con la storia dei borghesi? Come si chiamano ora, borghesi 2.0? E poi, inetti?? Se “l’utente medio” (credo sia un modo tecnico per identificare la massa sfigata ignorante di grafica, design e priva di gusto) non disdegna, perfino apprezza, il Comic Sans, che si vuole fare, a parte definirlo inetto? Si spiega o almeno si tenta di spiegare, se è vero, che il Comic Sans è un carattere tipografico deprecabile per questo e quest’altro motivo, oppure si continua a dire che fa cagare, che chi lo usa sbaglia tutto perché questo recita il dogma?
Anche l’utente medio, per quanto sprovveduto e sprovvisto, sa distinguere chi parla di sé per raccontare qualcosa da chi racconta qualcosa per parlare di sé.
Insomma, coinvolgere e spiegare poggiando i piedi sullo stesso scalino di chi ascolta ( come qualche mitico creativo, che mi vanto di conoscere, riesce a fare) oppure continuare a parlare e ascoltare la propria eco.
Detto questo il blog, nel suo piccolo, mi pare una preziosissimo buchino nel muro, per chi, come me, vuole spiare, ascoltare, carpire, cominciare a respirare la "vostra" aria.
Sperando di non aver urtato la sensibilità di nessuno, saluto con un vecchio adagio indiano che recita più o meno così:
"Ricorda che ovunque andrai ci sarà sempre chi sa più di te e chi ce l'ha più lungo del tuo. Rimedia dove puoi."
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Walter Sardonini
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martedì 19 agosto 2008
Il giglio di Firenze
Il lavoro era stato affidato e realizzato parecchio tempo fa, ma per differite esigenze, l'ufficializzazione è avvenuta solo in questi giorni, cogliendo anche il sottoscritto abbastanza di sorpresa.
La notizia è stata telegraficamente divulgata dalle autorità comunali e conseguentemente dalle maggiori testate giornalistiche, con l'approssimazione inevitabile data la sorpresa e la mancanza di dati più precisi. Tenevo a darne notizia a voi tutti personalmente e ad illustrarne il percorso, ma la repentina quanto snobistica segnalazione di SDZine, ha fatto sì che anticipassi alcune riflessioni di merito sull'intervento, attraverso quelle pagine. Naturalmente approfittando dell'occasione per togliermi qualche sassolino dalla scarpa...
Rimando dunque, per adesso, a quel post (ahimè molto lungo, ma capirete) chi avesse voglia di saperne di più, riservandomi in seguito di approfondire il tema insieme a voi.
Un abbraccio a tutti e a presto
W
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Walter Sardonini
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martedì 12 agosto 2008
Internet
"In principio, era il Verbo. Poi vennero Gutemberg, Marconi e la tivvù a colori. E contrariamente alle previsioni di Nostradamus, Mosca e Washington non si decidevano a scatenare la guerra nucleare.
Quindi qualcosa si doveva pur farne, di quel vecchio sistema di comunicazione d’emergenza fra basi militari; l’antesignano era chiamato Arpanet, poi venne il mercato che con la bacchetta magica lo trasformò in Internet; e così, mentre Bill (Clinton) assumeva stagiste alla Casa Bianca, Bill (Gates) espandeva la tecnologia; fino al punto in cui siamo oggi, l’allegra orgia del due-punto-zero."
Citazione di Francesco Rossi, direttore di Subvertising
dopo l'interessante discussione dell'ultimo incontro di IDFI sul tema della guerra, questa citazione ci riporta alla mente una nuova importante analogia fra il mondo militare e quello della comunicazione... da aggiungere al nostro bel progetto per ottobre: INTERNET: dalla comunicazione militare a stumento sociale...
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Debora StudioKmzero
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lunedì 4 agosto 2008
Manifesto di Intenti
Premessa
Ogni attività umana si manifesta nella sintesi più o meno compiuta di contenuti pragmatici o teorici e forma espressiva. Non può esistere un contenuto se non attraverso una forma che lo identifichi; non può esserci forma se non di un concetto preesistente.
Proprio la ricerca di questa sintesi tra forma e contenuto è l’aspetto emergente di ogni opera, è l’atto di incontrare i propri simili attraverso un’idea, un concetto, un prodotto.
Rappresenta l’atto del comunicare.
La comunicazione è così, per ciò detto, aspetto fondamentale della vita sociale è interfaccia, è connettività, è scambio, è linguaggio: attraverso di essa gli esseri umani, utilizzando codici semantici costruiti e sedimentati nel tempo, condividono quei prodotti dello spirito e dell’ingegno che contribuiscono allo svolgersi del quotidiano, alla formazione dell’esperienza, al progetto di crescita.
L’arte visiva, la musica, la letteratura, la religione da un lato, la politica, la scienza, la realizzazione di un bene di consumo o di un’impresa pubblica, qualsiasi forma di espressione è causa ed effetto di un processo circolare di comunicazione: le opere d’arte, i libri, le canzoni, ma anche le iniziative a favore dell’Ambiente o del risparmio energetico, l’accessibilità all’istruzione e all’informazione, le strade, gli ospedali, ecc. sono tutti elementi che contribuiscono alla ricchezza materiale e spirituale dei singoli individui, ricchezza che di rimando contribuirà a migliorare i rapporti tra gli uomini e ad innalzare la qualità dell’offerta.
Per questo capillare uso quotidiano, proprio come la lingua parlata, discipline e strumenti quali la scrittura, la fotografia, la moda, il design, il teatro, il cinema, la tecnica più in generale sono materie vive, in continua trasformazione, forme di espressione che vengono mutate e a propria volta contribuiscono a trasformare i tempi e l’evoluzione dell’umanità.
Costituzione
Si costituisce in Firenze, con durata illimitata, la libera associazione denominata “I Design Firenze” (IDFI), allo scopo di riunire attorno a comuni intenti tutte quelle figure professionali che operano nel settore della creatività e della comunicazione e che avvertono l’esigenza di:
1. accrescere e sviluppare le conoscenze professionali di quanti operano nell’Associazione e/o si avvicinano ad essa;
2. valorizzare e tutelare la qualità della creatività e della comunicazione in relazione a quanto avviene sia sul territorio fiorentino che in quello nazionale o internazionale;
3. sostenere, sia in forma pubblica che privata, la professionalità e il lavoro in tutti i campi della creatività e della comunicazione;
4. promuovere lo scambio di conoscenze, la ricerca e la libera collaborazione in tutti i campi che riguardano la creatività e la comunicazione;
5. sensibilizzare tanto gli operatori del settore quanto la committenza e i fruitori verso una più completa, corretta e coerente modalità d’uso dei linguaggi della comunicazione.
Finalità
In particolare IDFI si propone di perseguire quanto segue.
1. Accrescere e sviluppare le conoscenze professionali
IDFI nasce con l’intento primario di osservare, ricercare, studiare, approfondire le trasformazioni in corso d’attuazione nelle materie che più direttamente afferiscono al campo della comunicazione, come la grafica, il design industriale, la lingua parlata e scritta, la moda, la fotografia, l’arte visiva, la musica, lo spettacolo, l’editoria, ecc. Questa attenzione alla trasformazione del linguaggio dei suddetti mestieri, riflesso delle trasformazioni in corso nella società, vuole essere la rotta per tendere alla definizione, al raggiungimento e al costante aggiornamento della qualità nei prodotti delle materie considerate. Per una risposta sempre più efficace e deontologicamente rispondente alle esigenze del mercato, per una crescita culturale e nell’intento di esprimere un linguaggio chiaro e conseguire una utilità reale.
2. Valorizzare e tutelare la qualità della creatività e della comunicazione
La ricerca artistica rappresenta un momento essenziale dell’attività di IDFI. Nella consapevolezza che le figure professionali associate devono contemplare nel proprio bagaglio culturale una indiscutibile preparazione tecnica riguardo le specificità del settore della comunicazione, e che nessuna velleità stilistica personale può essere anteposta agli obiettivi della comunicazione, i soci riconoscono alle menzionate forme espressive una importante valenza artistica, intesa come valore aggiunto rispetto alle competenze professionali offerte alla committenza. In quest’ottica IDFI si farà promotore di studi, incontri, mostre, pubblicazioni che abbiano lo scopo di approfondire e valorizzare gli aspetti delle suddette professioni, ma anche di riflettere sul tema del gusto comune, della qualità, temi che tutti i fruitori dei prodotti della comunicazione sentono oggi il diritto di rivendicare.
3. Sostenere la professionalità e il lavoro
IDFI, proprio in virtù delle osservazioni precedenti, afferma la necessità di una cultura a tutto tondo nel campo della comunicazione. Gli iscritti, chi esperto di singole discipline e chi con un più ampio bagaglio di esperienze di responsabile della comunicazione o direzione artistica, chiamati a progettare e realizzare l’immagine di un ente, di un’impresa, di una specifica attività, di un prodotto industriale così come dell’intelletto, sono preparati a porsi continuamente il problema, unitamente a ciò che compete le proprie specificità, del processo di comunicazione nella sua complessità. Forti di una consolidata esperienza, di una preparazione tecnica qualificata e nella ricerca dell’adesione al gusto dell’immagine e della qualità della proposta confezionata, gli associati IDFI sentono l’esigenza di studiare e approfondire i meccanismi relativi ogni processo comunicativo, in modo da intervenire nei diversi progetti tenendo fede agli obiettivi della committenza e al rispetto delle risorse impiegate.
4. Promuovere lo scambio di conoscenze, la ricerca e la libera collaborazione
Ogni singolo socio, nell’affrontare la linea dell’intervento e tutto il percorso applicativo di un lavoro che venga a lui personalmente commissionato, pur rimanendo detentore esclusivo dell’incarico, avrà l’opportunità di ricercare, nel caso lo ritenga opportuno, nell’ambito dell’associazione o all’esterno di essa, contributi professionali specifici cui affidare singoli passaggi della realizzazione del progetto. I soci IDFI sono insomma preparati, col supporto del proprio studio professionale o in collaborazione con altri iscritti, a gestire mezzi e risorse in un’ottica complessiva, mantenendo sempre al centro la ricerca della qualità. Per altro verso, le iniziative (culturali, professionali, ecc.) cui IDFI scelga di prendere parte in modo collettivo come associazione, o che direttamente ad IDFI (e non al singolo iscritto) vengano dall’esterno proposte, sono e devono restare patrimonio di IDFI stessa nel suo complesso e non possono diventare prerogativa del singolo socio che se ne appropri a titolo personale.
5. Sensibilizzare i professionisti, la committenza e il pubblico
IDFI intende infine, per tutto quanto sopra affermato, proporre il proprio contributo e la propria consulenza nella fase di definizione dei diversi processi di comunicazione a chi ne faccia richiesta, e porsi come riferimento territoriale per le pubbliche amministrazioni e le imprese private in materia di comunicazione: d’altro canto l’esperienza professionale dei soci fondatori si pone a garanzia delle risposte dell’associazione in termini qualitativi e, allo stesso tempo, a sostegno dell’operato di ciascun socio. L’associazione intende con ciò tutelare, da una parte la corretta condotta e il buon esito delle operazioni affidate ai propri soci, denunciare le realizzazioni scorrette operate da parte di professionisti o di enti promotori e, dall’altra, porsi come voce unitaria nei confronti della committenza pubblica e privata, al fine di tessere una rete di reciproco rispetto e di concretezza operativa.
Conclusioni
“I Design Firenze” vuole mettere in piena luce tutto quanto rappresenta e costituisce la “cultura” della comunicazione, tenendo fermo il valore aggiunto di quanto può nascere e costituirsi attorno allo scambio creativo e alla conoscenza tra tutti i professionisti che operano nel settore e che desiderano misurarsi in un dialogo all’interno dell’Associazione. IDFI utilizza e sostiene: confronti, discussioni, workshop, progetti, campagne di informazione, eventi, prodotti, servizi, concorsi ecc. Ciascuna delle attività sopra descritte (o qualunque altra l’Associazione decida di intraprendere) ha carattere assolutamente libero, creativo, propositivo e costruttivo. Ciascuna di esse può nascere dallo scambio fra i partecipanti all’Associazione o dietro stimolo di uno di essi e deve avere modo di svilupparsi e concretizzarsi proprio grazie a tale scambio, senza vincoli di alcun genere e senza presupporre in via preliminare una perseguita finalità di lucro. Allo stesso modo, sempre a beneficio degli scopi associativi sopra elencati, non si esclude alcuna declinazione economica del risultato finale che, di volta in volta, potrà essere valutata, commisurata e perseguita dall’Associazione.
Sottoscritto da
Walter Sardonini - SocialDesign
Paolo Manganaro - SocialDesign
Daniela Lotti - SocialDesign
Daniele Madio - SocialDesign
Fabio Chiantini - LimiteDesign
Leonardo Baglioni
Fabrizio Bagatti
Giada Bargellini - StudioKmzero
Francesco Canovaro - StudioKmzero
Debora Manetti - StudioKmzero
Cosimo Lorenzo Pancini - StudioKmzero
Jonathan Calugi - Happyloverstown
Giuditta Gentile - Frush
Elisa Dallamora - Frush
Emanuela Stanganelli - Frush
Angela Manetti
Laura Moretti - Studio Moretti
Omar Rashid - Gold
Emo Risaliti
Simone Massoni - SketchThisOut
Gabriele Galimberti
(per sottoscrivere firmate nei commenti di questo post)
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Idfi in guerra
E' in preparazione la mostra di IDFI al Festival della creatività.
Tutte le istruzioni per i membri del gruppo a questo indirizzo.
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martedì 29 luglio 2008
Good 50x70
Per chi segue i temi sociali, qui si possono vedere i manifesti magnifici, vincitori dell'omonimo concorso
http://good50x70.org/2008/
Simonetta
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simonetta
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lunedì 28 luglio 2008
Se New York fosse un font...
Di ritorno da New York, dopo 20 giorni di bombardamenti visivi costanti, non ho potuto far altro che concludere che se New York fosse un font, sarebbe senza dubbio un Cooper!
Dalle pubblicità più alla moda alle insegne dei centri estetici, dai "deli" agli avvisi nei negozi, dal merchandising alla grafica della "IGLESIA DE DIOS", il famoso font disegnato nel 1920 da Oswald Bruce Cooper impera indisturbato nella grande mela, quasi fosse una linea-guida che unisce la città più eterogenea, multietnica e imprevedibile che abbia mai visitato. Curioso!
Merito senz'altro della buona leggibilità del font, che Cooper stesso definì "per stampatori perspicaci con clienti miopi".
Debora
altre immagini sul Flikr di StudioKmzero





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studiokmzero
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martedì 22 luglio 2008

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StudioMoretti
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giovedì 10 luglio 2008
Manifesti automatici
All'ultima riunione di idfi si è parlato del progetto di rendere manifesto lo statuto dell'associazione.
Inutile fare fatica quando ci pensa un bel sito di Jonathan Feinberg (trovato grazie a infostethics.com, altra nostra recente scoperta).
Di particolare bellezza il sunto dadaista delle finalità che si ottiene e che recita: "Creativo scambio/modo volta/ciascuna perseguita/può nascere senzasopra".
(NB: a scapito della firma - questo post è di studio Kmzero... blogger a volte è creativo nelle attribuzioni!)
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StudioMoretti
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mercoledì 9 luglio 2008
Il buon design include, il cattivo design esclude
Cari amici,
molti di voi sono particolarmente sensibili ai temi sociali, questo che viene proposto è un concorso, di seguito la lettera che ho ricevuto e il link dove poter scaricare il pdf con le info.
Potrebbe essere interessante testare idfi con lo sviluppo di questo progetto.
Simonetta Doni
"siamo felici di poterle comunicare l'apertura ufficiale di EIDD Design for All Competition.
Il concorso, supportato da Icograda e organizzata dal Design Center Bologna, è dedicato alla promozione istituzionale dell'EIDD nell'ambito del Design for All e ha lo scopo di sensibilizzare al tema dell' accessibilità e della inclusione sociale partendo dall'idea di Paul Hogan, fondatore di EIDD Design for All, per il quale Il buon design include, il cattivo design esclude. Design for All significa utilizzare il design (grafico, di prodotto, di interni) come strumento di inclusione sociale favorendo l’accessibilità di tutti nei confronti degli strumenti offerti dalla nostra società.
Il concorso, che prevede tre categorie di progetti (manifesti, video e guerrilla marketing), porterà allo sviluppo di una mostra dei progetti selezionati che verrà inserita nel contesto del Torino World Design Capital 2008 nell'ambito dell' Icograda Design Week dal 17 Ottobre al 17 Novembre 2008.
In allegato potrà trovare le specifiche del bando di concorso EIIDD Design for All Competition oltre alla Dichiarazione di Stoccolma approvata il 9 maggio 2004 dall'Istituto Europeo per il Design e la Disabilità (EIDD).
Nella speranza di poterla trovare interessato a tale iniziativa le consigliamo di leggere attentamente il bando in cui sono dettagliate le specifiche di comportamento per la partecipazione al concorso. Per qualsiasi informazione aggiuntiva rimaniamo comunque a disposizione per eventuali chiarimenti.
Ringraziandola in anticipo per l'attenzione le porgo cordiali saluti,
Gionata Pistoni"
(link)
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simonetta
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venerdì 27 giugno 2008
Il manifesto dei manifesti

Per elaborare e sviluppare l'idea (di grande interesse) emersa all'ultimo incontro, relativa al progetto di un manifesto collettivo per illustrare il manifesto di idfi, si propone un incontro il 30 di questo mese. Spazio ai commenti per eventuali conferme o proposte alternative.
[L'immagine, intitolata "come fotografare un manifesto di grafica", è presa dal sito del talentuosissimo JK Keller]
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studiokmzero
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Museo Archeologico Virtuale di Ercolano

Segnalo una bella realizzazione di Andrea Rauch per il nuovo Museo Archeologico di Ercolano. Il lavoro, con maggiore dettaglio, è visibile su SDZ.
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Walter Sardonini
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martedì 24 giugno 2008
Eventi interessanti giugno/luglio 08
Vi segnalo due eventi interessanti per il mondo del design e della comunicazione: il primo è il prossimo appuntamento della edizione bolognese OpenSource che vedrà partecipe anche Omar di Gold Firenze per parlare della T-shirt Graphics.
I primi di luglio invece a Verona ci sarà Iter, organizzato dall'ormai nota associazione Scalacolore, che proporrà mostre, eventi e workshop per tre giorni dedicati al "grafico viaggiatore" e al tema dell'interculturalità.
E allora Buon Viaggio a chi vorrà partecipare! ; )
Debora
il 26 giugno, dalle ore 18, a Bologna
Open Source: T-shirts Graphics: nel mondo della comunicazione
Per il settimo appuntamento della seconda edizione di OpenSource vanno in scena le T-shirt graphics, ovvero la grafica più contemporanea applicata alla magliette. Ospiti Stefano Canesio di Lobster Apparel, Omar Rashid di Gold, Doriana Ottolini di Di EIGHT e Simone Sbarbati di Frizzi Frizzi.
Le T-shirt graphics si sono sempre più diffuse ed affermate negli ultimi anni, nell'abbigliamento come nelle promozione e comunicazione, grazie all'immediatezza del messaggio e alla relativa semplicità tecnica del media. Gli ospiti invitati confronteranno le loro idee sulle grafiche applicate alle magliette, nel mondo della comunicazione e, più in generale, in relazione agli stili di comunicazione dei nostri tempi, e delle culture giovanili di cui le T- shirt sono le più immediate intepreti. Stefano Canesio di Lobster Apparel ha sviluppato un'esperienza nella computer grafica, specializzandosi soprattutto in abbigliamento e firmando collezioni come ad esempio Broke, Dickies e Benetton; attualmente si occupa della sua linea di abbigliamento Lobster e di tutta l'immagine grafica della Nano Rec. Omar Rashid ha aperto un select store a Firenze chiamato Gold, prettamente streetwear. Doriana Ottolini, giovanissima designer, ha fondato la Di-EIGHT, l'espressione della nuova moda emergente; i capi che compongono le collezioni si presentano silhouette trendy e colori vivaci che rendono unico e inconfondibile ogni capo. Infine Frizzi Frizzi, di Simone Sbarbati, è un blog che segnala quotidianamente le ultime novità in fatto di moda, arte, design e web, diventato tappa obbligata per i marchi indipendenti in cerca di visibilità.
More info:
Sabrina Bovi 339.71.18.677
Barbara Pavone 333.48.76.295
c.branzaglia@accademiabelleartibologna.it
info@capodilucca.it
Dal 3 al 6 luglio a Verona ci sarà Iter, Viaggiatori al tempo del Design:
per info:
www.scalacolore.it
www.myspace.com/scalacolore
Il viaggio è l’ispirazione dell’evento-mostra 2008 proposto da Scalacolore, associazione culturale con base a Verona che nasce con l’intento di promuovere un momento di incontro e collaborazione tra le realtà creative emergenti presenti nel territorio scaligero.
Da giovedì 3 Luglio lo spazio espositivo Teca in via Basso Acquar 28/a sarà un’ideale stazione di partenza per i professionisti legati al mondo della grafica, del design e della comunicazione ma anche per il largo pubblico veronese. Per 4 giorni, dalle 11 del mattino fino a tarda sera, le installazioni ed i progetti dei designers saranno l’ideale baricentro per un itinerario nella creatività a cui faranno da cornice incontri, workshops, concerti live, dj-sets, vjing e altre performance, in un flusso ininterrotto che si concluderà domenica 6 luglio.
Programma dell’evento
Giovedì 3 luglio
Ore 11:00 Laboratorio con i bambini “CON LA VALIGIA IN MANO”
a cura dello studio Duemaninonbastano (Milano).
Ore 17:30 Inaugurazione Mostra e aperitivo musicale.
Dj set JENNIFER MANZO & JOHN MARANGONI electro club (Verona).
Ore 21:00 Live performance DA SPUMA electro pop rock (Verona).
Ore 22:00 Live concert AH, WILDNESS! indie soul punk (Como).
Ore 23:00 Dj set VIKI - BIG CITY NIGHT soul disco surf (Milano).
Venerdì 4 luglio
Ore 15:00 Inizio Workshop “DESIGN COMEDY” a cura di Studio Kmzero (Firenze)
LPS Records Presents:
Ore 18:00 dj set FATTANZA BLU - DJ AGHILS funk roots rap (Verona).
Ore 21:00 Live concert ELISHA GREY electro sperimentale (Verona).
Ore 22:00 Live concert ANITA NUIT new wave post punk (Verona).
Ore 23:00 A night with LPS Records
Dj set NOX + TURBO “LOUD Futureground”
groovy boogie soulful spacey disco funk (Verona-Milano).
Sabato 5 luglio
Ore 11:00 Conferenza “DIVERSITÀ E CONTAMINAZIONI CREATIVE”
Moderatore:
Cristiano Seganfreddo (Direttore Fuoribiennale)
Relatori:
Federico Galvani (Presidente Associazione Culturale Scalacolore)
Marco Rainò (Presidente Associazione Culturale TURN - Torino)
Michele d’Alena (Progetto Crossmode - Milano)
Cristian Confalonieri (Fuorisalone.it - Milano)
Mosè Franchi (Responsabile Comunicazione Canon Italia)
Marco Cenderelli (Expand - Svezia)
Ore 13:00 Buffet
Ore 16:30 Confini Creativi incontro/racconto di storie vissute creativamente
a cura di Orchestra Mimisma.
Megunica: progetto multimediale di Lorenzo Fonda e Blu
Bicycle Film Festival: Giovanni Pesce presenta il film festival itinerante
Ore 19.00 Aperitivo musicale e dj set: LEMMIE ACTION VS. CHECCO funky garage (Verona).
Ore 21.00 Live concert TIGER SHIT! TIGER! TIGER! new wave post punk (Foligno).
Ore 22:00 Live concert HOME rock pop (Verona).
Ore 23:00 Dj set ROOTS SOUND SYSTEM:
H3NRY, TWICE, ELECTROPIXEL eclectic dj-set (Verona).
Domenica 6 luglio
Ore 15:00 Presentazione laboratorio “CON LA VALIGIA IN MANO”.
Ore 18.00 Aperitivo musicale e presentazione Workshop.
Dj set MOYRA female minimal techno (Verona).
Dj set ZOOD male minimal techno (Verona).
Ore 20:00 Live concert Q indie electro (Genova).
Ore 22:00 Live concert SUPERGONZO alternative punk (Verona).
Ore 23:00 Dj set JENNIFER MANZO & JOHN MARANGONI electro club (Verona).
All’interno della mostra sarà sempre attivo il servizio bar a colori.
Apertura mostra dalle ore 11.00
Ingresso Gratuito
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Elenco dei partecipanti
Tomas Baruffaldi, Nicholas Bertini, Francesco Bonetti, Stefano Buro, Nicolò Castellini, Giovanni Cobianchi, Elisabetta Conter, Stefania Cossu, Jan Daga, Darkside, Due mani non bastano, Giorgio Gelmetti Studio, Giulio Grigollo, Happycentro, Steve Ingham, Vera Leanza, Simone Lorenzet, M360, Pietro Malacarne, Harto 1983, Andrea Manzati, Samantha Mariuzzi, MokaUltraPopDesign, Myodesign, Edoardo Nardella, Numbersix, NZDesign, OOBE (Out of Body Experience), Federico Padovani, Elisa Paiola, Marco Palermo, Nicolò Pellizzon, Stefano Piccinato, Thomas Ray, Andrea Rania, Roberta Sandri, Sciama-Eva Stoper Studio, Diego Soprana, Lawren Spera, Studioventisette, Monica Tarocco, David Tomasi, Nicola Turrini, Urbangap.
Ospiti: Laith Bahrani (Londra), Brh+ (Torino), Deft Design Gruppe (Roma), Criva (Lecco), Lorenzo Fonda (Modena), Kalimera (Reggio Emilia), Studio Kmzero (Firenze), Minchi (Hyogo), Filippo Nostri (Ravenna) Permezzografico (Milano), Studiolabo (Milano), Temp (Bergamo).
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studiokmzero
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giovedì 19 giugno 2008
DESIGN CENTRE Bologna

Leggendo solo oggi sul sito dell'aiap di un convegno sul packaging che aimè è stato proprio in questi giorni a Bologna ho scoperto l'esistenza del Design Center Bologna e volevo segnalarlo a tutti perché mi sembra interessante.
"Mission del Design Center Bologna è mettere il design al servizio dell'impresa; traducendo design come progettazione, cioè individuazione e soluzione di problemi, siano essi riferiti ai prodotti, alla loro comunicazione, ai processi che ne determinano la realizzazione" questo si trova scritto nel sito del centro. Appare essere un progetto recente di quest'anno (anche se non ci sono indicazioni precisissime sulla data di fondazione).
Potrebbe essere un referente a cui rendere nota la nostra presenza, quindi teniamolo da conto.
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jude [frush]
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12:35
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Design Center Bologna
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venerdì 6 giugno 2008
Interessante incontro previsto a Roma con “Progetto grafico”:
il mestiere di grafico, oggi
Mercoledì 11 giugno, ore 13,00, Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma:
Fabrizio M.Rossi, Alberto Lecaldano, Roberto Steve Gobesso, Antonio Perri
presentano la rivista dell'Aiap “Progetto grafico”.
Seguirà un piccolo omaggio a Lica Steiner...
Altro evento promettente destinato agli studenti di comunicazione visiva è questo workshop dedicato al tema molto in voga dell'identità del territorio e della segnaletica.
attraversare il bosco dei segni
laboratorio di ricerca sulla comunicazione visiva
Dal 24 al 30 agosto 2008 Magutdesign e LS graphic design condurranno un workshop sui temi della mappatura, della segnalazione e dell’identità del territorio.
Si terrà in Media Valle Camonica e percorrerà i parchi archeologici d’arte rupestre. Avrà natura residenziale, con sede e lezioni presso il Comune di Capo di Ponte e spostamenti sul territorio. Il laboratorio è promosso dal Gruppo Istituzionale di Coordinamento del Sito UNESCO “Arte rupestre della Valle Camonica”, con la responsabilità organizzativa della Scuola Bottega di Bienno.
La ricerca del laboratorio si svilupperà su due temi:
• la mappatura e la conseguente segnalazione di sistemi culturali diffusi sul territorio;
• la carica identitaria e il rilascio delle informazioni che questi sistemi culturali producono.
Il workshop si confronterà con gli attuali strumenti di comunicazione con l’obiettivo di superarli tracciando un percorso progettuale omogeneo che vada verso l’innovazione di linguaggio e strumenti.
Per partecipare
Il workshop, il vitto e l’alloggio sono a carico degli enti promotori. I posti disponibili sono 15, riservati a studenti di livello universitario che verranno selezionati tramite curriculum.
Inoltrare richiesta entro il 30 giugno 2008 alla Comunità Montana di Valle Camonica,
piazza Tassara 3, 25043 Breno (Bs) entro il 30 giugno 2008, accompagnata da un curriculum vitae.
Per informazioni
Info point Sistema Culturale Valle Camonica
0364.324093 infopoint@vallecamonicacultura.it
Scuola Bottega di Bienno Emilio Visconti 335.5388094
lodovico@magut.com
paolo@lsdesign.it
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studiokmzero
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venerdì 23 maggio 2008
Musica da camera. D'aria...
Fonti autorevoli danno la campagna abbonamenti del Maggio in sostanziale pareggio rispetto agli anni precedenti: i vecchi abbonati avranno rinnovato quasi per inerzia la tessera (come spesso avviene in questi casi) e i giovani che dovevano portare le nuove adesioni e che rappresentavano il target della campagna non hanno abboccato.
E' vero: il Maggio di quest'anno è dedicato alle donne, ma non mi pare che Diamanda Galàs (che Scandicci Cultura portò qui da noi nel 2002) e Charlotte Rampling rappresentino il nuovo. E così la maggior parte degli spettacoli in cartellone.
Tuttavia, anche a fronte di esiti positivi della campagna e nel rispetto dei grandi nomi in programma: non è facendo il catalogo di Intimissimi che si riesce per forza a diventare giovani e ricchi di novità. Una campagna d'immagine ammiccante e un po' ruffiana (di fronte a una bella donna ci giriamo tutti, uomini e donne) può anche farti sembrare ringiovanito: si tratta di stabilire però se sei veramente ringiovanito. Altrimenti, facendo informazione scorretta (e qui ritornano Partinico e i suoi fratelli) e menzognera, si ottiene l'effetto boomerang: sarà davvero il cartellone del Maggio pieno delle novità che si segnalano all'utenza? Non solo: avrà davvero la struttura organizzativa migliorato e ringiovanito tutta la gamma dei servizi che ruotano intorno a una manifestazione del genere, così come l'immagine lascia sottintendere? Se si i risultati verranno successivamente. Altrimenti, perderemo anche le fidelizzazioni acquisite.
Torno a ripetere, come esposto nel post precedente, che si può rinnovare anche nel rispetto dell'oggettiva proposta di un'istituzione e della sua storia. Si può rovesciare completamente la linea comunicativa di un teatro, anche senza realizzare un'immagine dalla cifra stilistica che sta da un'altra parte. Non posso non citare il caso della Pergola (per mia esperienza diretta): nel '96 il teatro era senza direzione (scomparso qualche anno prima il grande Alfonso Spadoni), era senza un cartellone, senza uno straccio d'immagine (il logo era una scritta in garamond corsivo tutto basso con la p rossa!) e soprattutto non vendeva un biglietto. Negli anni successivi l'immagine della Pergola è diventata uno stile; grafica "stile Pergola", si diceva nell'ambiente dello spettacolo ed era diventata discriminante tra chi voleva quella stessa immagine per cavalcare, per assonanza, l'onda nuova del Teatro Massimo e chi, al contrario ma con lo stesso giudizio di merito, chiedeva l'opposto per riuscire a mettere in risalto, per contrasto, la propria attività. Il buon esito di quell'operazione (il Teatro della Pergola oggi potrebbe non fare promozione se questa avesse il solo scopo di raccogliere abbonamenti e biglietti) è stato raggiunto perché il rinnovamento della comunicazione è stato progettato nel rispetto della storia del teatro: gli stucchi e gli ori, i drappi rossi, le tavole consunte del palcoscenico e i canapi delle graticce non sono scomparsi. Il restyling della grafica è stato un piccolo tassello nel quadro del rinnovamento che è passato, prima di tutto attraverso una classe dirigente più giovane, intellettualmente e operativamente brillante, e un migliorato e rinnovato sistema di servizi offerti a compendio dello spettacolo in sala. In quest'ottica si è reso possibile realizzare un'immagine che guardava, credo, piuttosto avanti, ma che non ha mai cercato di far credere alle signore ingioiellate e impelliciate, così come ai giovani che sempre più, nel corso del tempo, si sono avvicinati e alle scuole, che non si trattasse più di quel classico teatro di prosa che la Pergola è da sempre. Il merito mio, se c'è stato, non è stato nella grafica, che tanti altri avrebbero potuto meglio di me realizzare, ma nella misura: nell'aver trovato, ovviamente insieme ai miei committenti, un linguaggio nuovo ma veritiero, un linguaggio che lasciava intendere che dentro le storiche mura di via della Pergola, c'era voglia di riportare la prosa all'altezza dei grandi attori e dei grandi registi e c'era altrettanto l'esigenza di cimentarsi col nuovo, ma che quella era sempre la casa del teatro classico.
Queste riflessioni valgono per la campagna del Maggio, per l'immagine di Partinico e per tutte quelle operazioni di comunicazione che sforano, in un senso o nell'altro, in eccessi di dipendenza dalle analisi di marketing (fatturate a caro prezzo) o nelle soluzioni banalmente decorative stucchevoli e dal significato astruso.
E valgono, credo, come indizio dell'atteggiamento che il designer deve tenere per guadagnarsi lo stesso rispetto del commercialista e del dottore...
Quest'atteggiamento mi pare sia mancato all'operazione gestita dal Maggio insieme a Leader e credo che a quest'immagine manchi la "durata": non credo che potrà essere declinata in modo omogeneo le prossime stagioni. Forse qualcuno la ricorderà proprio come si ricorda uno spot pubblicitario, senza cioè ricordare cosa promuoveva. Io personalmente penso che la dimenticherò, così come mi ero dimenticato di quella con Chiambretti.
Pubblicato da
Walter Sardonini
alle
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firenze,
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