lunedì 21 aprile 2008

I limiti del funzionale


Queste foto si riferiscono ai materiali informativi del SST /Azienda Sanitaria di Firenze, che ho trovato al CUP di Santa Maria Nuova di Firenze. Mi hanno fatto molto pensare, anche in relazione ad un vecchio post sui rapporti tra estetica e funzionalità creato da Simonetta.

I depliant sono stampati in digitale su carta A4 da fotocopia. Sono utilizzati colori primari ed accesi, ed un solo carattere, il Verdana, con una dimensione di almeno 12 punti. L'iconografia è parimenti spartana, con icone o silhouettes vettoriali basate essenzialmente su un solo elemento grafico (un "omino" che corre, si spera verso un futuro migliore).

Nei depliant così come nella segnaletica e nei manifesti il titolo è sempre in Verdana, sviluppato su di una banda verticale in maiuscolo (il totem ha alcune sbavature di stile, con un carattere differente in alto/basso).


E' un progetto che risulta straordinariamente coordinato per un ente pubblico, e che viene applicato non solo al cartaceo ma anche al sito web.
Un progetto dunque che non si lascia abbindolare da tentazioni photoshoppare, che non deborda nell'illustrazione da clip art per bambini (imperante nella comunicazione pubblica low budget), che non ha nessuna inutile velleità stilistica...

E a questo punto mi chiedo: ci troviamo di fronte allo straordinario prodotto finale di una coerente applicazione di funzionalismo e culto del rapporto costi/benefici, o piuttosto è questo un progetto realizzato da una persona senza alcuna esperienza grafica ma dotata di un minimo di buonsenso e delle impostazioni di default di illustrator? Un progetto straordinariamente meditato o semplicemente banale?

Attenzione: non voglio criticarne gli autori in alcun modo, perché non credo che si possa fare polemica con un progetto grafico senza conoscerne l'iter, le ragioni, la storia. Addirittura, mi ripeto, credo che l'applicazione coordinata di questo progetto sia esemplare.
Tuttavia, abbiamo avuto più volte modo di parlare della ricerca della qualità progettuale come fondante delle intenzioni di questo gruppo. E questo progetto, sulla qualità, ha molto da insegnarci, credo...
Ma nel bene o nel male?

3 commenti:

simonetta ha detto...

trovo interessante che sia stato preferito (ma da chi? vorrei tanto sapere chi è che sceglie e su quali basi) un messaggio chiaro e comprensibile alle persone tutte, compreso gli anziani che affollano certi luoghi. La mancanza di stile e la banalità dell'esecuzione sono in questo caso benvenute! Finalmente non ci sono gli inutili orpelli e virtuosismi che molte volte gratificano l'esecutore e non il fruitore.
Sarebbe utile fare un test con ciò che riteniamo "bello" per vedere se il bello aiuta la comprensione, l'interesse e l'attenzione.

Simonetta

Walter Sardonini ha detto...

E' senza dubbio necessario distinguere.
Non entriamo nei particolari di caratteri, colori, iconografia, ecc.: per approfondire è necessario conoscere, e per ciò che attiene al progetto in questione mi pare non ci siano sufficienti elementi.
Certo è che si tratta di materiali informativi, contenenti normative e indicazioni che l'Azienda Sanitaria, per legge e per sua necessità organizzativa, deve dichiarare. Informazioni che vanno proposte nel modo più chiaro possibile in ambienti (ambulatori, ospedali, uffici sanitari, ecc.) in cui l'utente (spesso persona anziana) si trova spaesato, se non addirittura maltrattato e rinviato da uno sportello all'altro.
In quest'ottica si è scelto di dare la prima lettura alle scritte (grandi e leggibili nei titoli come nel dettaglio dell'informativa) ed affidare all'iconografia un ruolo del tutto secondario e puramente decorativo.
Ma attenzione, questa è una scelta percorribile dal momento che il fruitore è già fidelizzato: scelta del tutto differente dovrebbe essere operata se l'ASF si trovasse (e mi sa tanto che stavolta ci siamo...!) a competere con altre aziende per fornire lo stesso servizio. L'immagine, i toni, i percorsi insomma dovrebbero cercare, prima della comprensione delle specificità, proprio l'attenzione e l'interesse dei futuri clienti.
Questo naturalmente non giustifica (mai) gratuità e virtuosismi grafici, ma è indubitabile che una comunicazione così asciutta e impersonale non gioverebbe a far sentire le persone al centro di quell'iniziativa e di conseguenza ad avvicinarle ai contenuti.
Se proprio mi devo esprimere riguardo quel poco che si riesce a ricavare dalle foto pubblicate, l'opinione che mi sono fatto è che la composizione dei diversi oggetti (fatto salvo qualche elemento più complesso) discenda da indicazioni di progetto essenziali definite a livello aziendale, magari con supporto di persona più esperta (striscia blu con carattere bastoni tutto alto), ed in questo contenitore vengono di volta in volta impaginati testi ed icone da impiegati con una certa pratica e riprodotti nel numero di copie necessario al fabbisogno dell'ufficio stesso, con mezzi di stampa interni.
Questa essenzialità nelle intenzioni potrebbe anche essere condivisibile: è da osservare tuttavia che il risultato visivo non contribuisce, a mio avviso, a mettere la persona al centro del servizio pubblico, a far sentire quell'anziano o quel malato (che spesso ha bisogno oltre alla cura del necessario calore di chi la somministra) più protetto, più sereno, più certo di aver trovato, nella bolgia della pubblica assistenza, un angolo di casa sua.

Anonimo ha detto...

Il progetto della ASF è parte di un disgraziatissimo progetto di una mia eccellente allieva, Giulia Castagnoli, che ne ha fatto la sua tesi di laurea. Perché disgraziatissimo? Perché questa straordinaria tesi (Programma Integrato di Identità Visiva per la ASF) fu da me segnalata alla ASF la quale, non credendo ai suoi occhi, la adottò immediatamente instaurando una trattativa con Giulia. Ben presto però comunicò di "difficoltà" nell'adozione del progetto (peraltro pagato a pane e mortadella) poiché era vigente un contratto (pagato soltanto € 1.000.000,00) con uno "studio" (di incapaci, n.d.r.) per cui il progetto della Giulia fu un po' abbvandonato, un po' stravolto, un po' rubacchiato, etc etc... e ne restò ben poco con molto dolore da parte della ragazza... Sic transit gloria mundi...
Grazie della segnalazione, a chi l'ha notato.

Leonardo Baglioni